I deputati europei adottano proposte per affrontare la crisi abitativa in Europa lanciando un Piano Casa su scala europea. Riconosciuta la necessità di rendere possibile la realizzazione di circa 10 milioni di nuove abitazioni in tutta Europa. Altre proposte riguardano gli affitti a breve termine e i sistemi fiscali basati su incentivi per sostenere le famiglie a basso e medio reddito. Bisogna rafforzare la sovranità industriale dell’UE nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni. E limitare a 60 giorni i tempi di rilascio dei permessi edilizi. L’idea si affianca al Nuovo Piano Casa italiano da 100.000 alloggi per rispondere alla nostra crisi abitativa.
Lunedì scorso, la Commissione per l’edilizia abitativa del Parlamento EU ha adottato le sue raccomandazioni finali sulla crisi abitativa nell’UE. Il document conclusivo lancia l’idea di un Piano Casa su scala europea e propone soluzioni per garantire alloggi dignitosi, sostenibili e accessibili. E’ stata riconosciuta la necessità di rendere possibile la realizzazione di circa 10 milioni di nuove abitazioni in tutta Europa.
La crisi abitativa EU
Nel suo Rapporto finale, adottato con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni, la Commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi abitativa sottolinea che milioni di europei vivono in condizioni abitative precarie a causa della crisi. E chiede una legislazione europea che affronti la sostenibilità economica e i costi della costruzione di nuove abitazioni.
Piano Casa per alloggi dignitosi
Nel Rapporto finale i deputati chiedono che una quota specifica dei fondi inclusi nel Piano della Commissione per l’edilizia abitativa accessibile sia destinata al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici residenziali e alla lotta contro la povertà energetica. Tutte le nuove abitazioni dovrebbero rispettare standard di qualità in materia di isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria.
Affitti a breve termine
Per migliorare le condizioni di vita nelle città sovraffollate, i deputati chiedono che la prossima normativa sugli affitti a breve termine trovi un equilibrio tra la promozione del turismo e l’accessibilità abitativa. La diffusione degli affitti brevi non deve compromettaere l’accessibilità economica delle città. I deputati chiedono inoltre una quota adeguata di edilizia pubblica e sociale nelle città dell’UE, al fine di aumentare l’offerta di alloggi accessibili per le persone più vulnerabili.
Investimenti e sostegno fiscale
Inoltre, i deputati sollecitano gli Stati membri a introdurre sistemi fiscali basati su incentivi per sostenere le famiglie a basso e medio reddito. Occorre rimuovere le barriere fiscali (come le elevate imposte di registro) per i primi acquirenti e rendere più accessibili gli affitti a lungo termine. Il Rapporto chiede un aumento degli investimenti europei nel settore abitativo attraverso un migliore coordinamento dei fondi esistenti. Domanda la riallocazione delle risorse inutilizzate del Piano per la ripresa e la resilienza (PNRR), a sostegno della costruzione e ristrutturazione di edilizia sociale, pubblica, cooperativa e accessibile.
Procedure più rapide e semplici
I deputati EU chiedono alla Commissione di proporre un pacchetto di semplificazione per l’edilizia, volto a ridurre la burocrazia nel settore abitativo. Invocano procedure autorizzative più semplici, ad esempio tramite processi digitali di rilascio dei permessi, e un termine massimo di 60 giorni per i progetti di edilizia sostenibile e accessibile.
Sovranità industriale
Secondo i deputati, l’UE deve rafforzare la propria sovranità industriale nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni, invitando la Commissione a potenziare prodotti innovativi e sostenibili, rafforzare il mercato unico delle materie prime e introdurre requisiti minimi di origine “Made in EU” per i componenti dei progetti cofinanziati dall’UE.
Il lavoro in edilizia
Infine, i deputati chiedono che la futura strategia europea per l’edilizia abitativa si concentri sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori qualificati, attraverso formazione e salari equi. Invocano una maggiore mobilità del lavoro all’interno dell’UE, un migliore riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e, ove necessario, il reclutamento di lavoratori qualificati da Paesi terzi.
Un Piano Casa Italia
Il Piano Casa Europa si affianca al Nuovo Piano Casa italiano. “Si tratta – spiega il ministro Adolfo Urso – di un progetto strategico da 100.000 alloggi che punta a rispondere all’emergenza abitativa e a dare nuovo slancio all’edilizia sociale e privata. E’ una misura di cui beneficerà l’intera filiera delle costruzioni, favorendo la rigenerazione urbana e l’adozione di soluzioni di alta qualità, capaci di coniugare accessibilità economica e altissime prestazioni energetiche”.
EB
Immagine in alto: Case popolari a Torino





