Ospite d’onore dell’Assemblea Acmi di settimana scorsa è stata l’ing. Theresa Villinger dell’ift Rosenheim che ha trattato il tema degli EPD di finestre, porte e facciate. In sintesi: gli EPD sono una nuova leva competitiva destinata a influenzare accesso al mercato, certificazioni, appalti e finanziamenti.

In tanti finora hanno ritenuto che gli EPD, Environmental Product Declaration, fossero uno strumento di bella immagine aziendale, di reputazione o di credo ambientalistico. Ha smentito tutte queste credenze l’ing. Theresa Villinger, vice responsabile della Sostenibilità ift Certificazione e Sorveglianza, intervenendo all’assemblea Acmi, tenutasi settimana scorsa a Bologna, vedi qui.
“È stato un piacere ospitare nella nostra Assemblea Generale l’ing. Theresa Villinger dell’istituto ift Rosenheim, che ha presentato ad una interessata platea di soci l’impatto che le imminenti regole Europee legate al GWP (Global Warming Potential) in edilizia avranno sui nostri prodotti. EPD (Environmental Product Declaration) e LCA (Life Cycle Assessment) sono parametri di prodotto che avranno un impatto rilevante per i produttori, i decisori ed il mercato”. Così sigla, a fine evento, l’ing.Nicola Fornarelli, presidente dell’associazione delle chiusure tecniche. Qui,di seguito, una sintesi dell’intervento dell’ing. Villinger.

Sostenibilità, fattore strategico
La relazione “Crescita sostenibile attraverso la sostenibilità” di Theresa Villinger (ift Rosenheim) descrive come la sostenibilità stia diventando un fattore strategico decisivo per il settore di finestre, porte e facciate. Non si tratta più soltanto di un tema ambientale o reputazionale, ma di una nuova leva competitiva destinata a influenzare accesso al mercato, certificazioni, appalti e finanziamenti.
EPD e LCA al cuore del cambiamento
Il cuore del cambiamento è rappresentato dalle EPD (Environmental Product Declarations) e dalle LCA (Life Cycle Assessment), strumenti che permettono di misurare l’impatto ambientale dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita: materie prime, produzione, utilizzo, manutenzione, sostituzione e fine vita. In questo scenario, i dati ambientali — soprattutto quelli relativi a CO₂ e GWP (Global Warming Potential) — diventeranno lo standard del mercato entro il 2030.
Non basta più l’Uw
Secondo Villinger, finestre, porte e facciate avranno un ruolo centrale perché incidono direttamente sulle prestazioni energetiche e ambientali degli edifici: isolamento, comfort, durata, riciclabilità e carbon footprint. Di conseguenza, architetti, auditor e investitori non valuteranno più soltanto parametri tradizionali come il valore Uw o il design, ma anche contenuto riciclato, durabilità, recuperabilità e qualità dei dati ambientali disponibili.
CPR e EPBD spingono LCA, EPD e GWP
La relazione evidenzia inoltre il forte impatto delle nuove normative europee, in particolare il CPR (Construction Products Regulation) e la direttiva EPBD, che introdurranno obblighi crescenti relativi a LCA, limiti GWP e passaporti digitali di prodotto (DPP). In prospettiva, i prodotti privi di dati ambientali verificati rischiano di essere penalizzati o esclusi da progetti certificati e gare pubbliche.
In effetti, i prodotti supportati da EPD affidabili e verificabili sono significativamente più facili da specificare, valutare e sottoporre ad audit nell’ambito dei processi di certificazione. Dati mancanti o insufficienti comportano ulteriori richieste di chiarimenti, ipotesi alternative o persino l’esclusione da progetti e schemi di certificazione.
EPD, strumento di vendita
Grande importanza viene attribuita da Villinger anche ai sistemi di certificazione edilizia come DGNB, LEED, BREEAM e ITACA, che stanno trasformando la sostenibilità in un requisito commerciale concreto. In questo contesto, le EPD non sono più viste come documenti tecnici marginali, ma come strumenti di vendita, differenziazione e accesso al mercato.
La sostenibilità quale motore di crescita
La conclusione della relazione è netta: i vincitori del 2030 saranno le aziende che iniziano oggi a strutturare dati affidabili, strategie EPD e sistemi digitali integrati. La sostenibilità, quindi, non rappresenta un costo aggiuntivo, ma un nuovo motore di crescita per l’intera industria del serramento e dell’involucro edilizio.
E l’ift Rosenheim?
Una nota finale merita l’attività di ift Rosenheim in merito agli EPD di cui abbiamo scritto in precedenza su queste pagine. Un’attività che viene incontro sia alle esigenze delle PMI con lo sviluppo degli EPD modello offerti a prezzi economici, vedi qui, ad elaborazioni più sofisticate come gli NHPP, passaporto di sostenibilità quale soluzione per aziende industriali.
Ennio Braicovich
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