Dal 28 febbraio, a causa della guerra del Golfo persico, i prezzi di polivinile, polietilene e polipropilene e delle altre materie plastiche sono schizzati alle stelle. Vediamo il comportamento dei singoli materiali alla luce anche del commento dell’esperto di settore Paolo Arcelli di Plastic Consult srl.
Dall’inizio della guerra del Golfo non solo i prezzi del petrolio e del gas sono saliti in manera vertiginosa ma anche quelli dei metalli, vedi qui il caso dell’alluminio, e delle principali materie plastiche. Del resto l’area del Golfo è il principale hub della petrolchimica mondiale. Le ripercussioni sui prezzi sono state praticamente immediate, come mostrano curve sottostanti tratte da Tradingeconomics che si ringrazia per la cortesia. Nota: le quotazioni sono in reminbi, moneta cinese, in sigla CNY. L’equivalenza in euro: 1000 CNY = ~126,44 EUR. La Borsa cinese di Dalian è la principale piattaforma di scambio dei futures delle materie prime di ogni genere.

Il polivinile
Vertiginosa è stata l’ascesa del PVC che sale a picco dai 4780 CNY/T, del 27 febbraio ai 5749 CNY/T del 13 marzo, ovvero 20% di aumento. Da notare che il polivinile è il terzo polimero sintetico di plastica più ampiamente prodotto al mondo (dopo il polietilene e il polipropilene). Tuttavia queto importante aumento sbiadisce se allarghiamo lo sguardo agli ultimi 5 anni, con il grafico seguente che riporta l’andamento dei prezzi dell’ultimo quinquennio. Nell’ottobre 2023 il prezzo raggiunse i 13500 CNY/T. Le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo per il pvc che è materiale ampiamente utilizzato per tubi, serramenti, rivestimenti, fogli, contenitori di cosmetici, bottiglie, rivestimenti di cavi, materiale sanitario, sacche di sangue ecc.

Il polietilene
Il polietilene è sceso a 8.391 CNY/T il 13 marzo 2026. Nel corso dell’ultimo mese, il prezzo del polietilene è aumentato del 23,65% ed è in aumento del 6,15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È la plastica più utilizzata a livello globale e trova spesso impiego in applicazioni tipiche come bottiglie, sacchetti, giocattoli e tubi. Anche qui possiamo allargare lo sguardo agli ultimi 5 anni, vedi qui sotto. Il prezzo top fu 9636 CNY/T registrato nell’ottobre 2021, epoca Covid.


Il polipropilene
Il polipropilene è salito a 8.505 CNY/T il 13 marzo 2026. Nel corso dell’ultimo mese, il prezzo del polipropilene è aumentato del 26,85% ed è in aumento del 16,60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche qui il grafico è a picco per gli ultimi 15 giorni. Vedendone l’andamento su base quinquennale il materiale ha davanti a sé importanti spazi di recupero rispetto alle quotazioni siderali dell’ottobre 2021. Il polipropilene è polimero termoplastico utilizzato in una vasta gamma di applicazioni come parti in plastica per varie industrie come l’industria automobilistica, vassoi per forni microonde, sacchetti di patatine, cannucce, bollitori, mobili da giardino, componenti per auto, giocattoli (di plastica dura), contenitori per alimenti o acqua, borse, tessuti, sedie e arredi vari, oggetti di cancelleria e innaffiatoi.


Il parere dell’esperto

Di fronte al marasma prezzi che sta causando la guerra del Golfo abbiamo chiesto un parere ad un noto esperto economico del settore materie plastiche. È Paolo Arcelli di Plastic Consult srl che così risponde:
“Il dato di fondo dal quale dobbiamo partire nelle nostre analisi è che la domanda delle industrie e dei consumatori è debole. Insomma, il cavallo non beve, come si dice in gergo. La domanda bassa dovrebbe mitigare il rischio di accaparramento che sarebbe tipico di questi momenti di prezzi folli. Faccio un altro esempio: il costo del pieno di benzina dell’auto raggela immediatamente il mercato dei consumatori. Quindi siamo di fronte a un fattore depressivo di cui non c’era proprio bisogno”.
Troppe le incognite
“Ci sono troppe incognite -continua Arcelli – per disegnare uno scenario plausibile. Attualmente vediamo due scenari potenziali. A fronte di un conflitto che si esaurirà nei prossimi giorni/settimane, possiamo ipotizzare di ritornare allo stato precedente del mercato, ma sempre con una domanda che rimane abbastanza fiacca. Oppure nel caso di conflitto prolungato, è molto probabile che si assista a un prolungato aumento di tutte le materie prime che però si farà fatica a far digerire al mercato, in un contesto di marginalità al minimo per le imprese e di difficoltà per i consumi privati”.
Conclusioni
Sul fronte prezzi delle materie plastiche la situazione è confusa al massimo, il che rende difficili le scelte di imprese e consumatori. In una tale fluidità risulta difficile intravvedere oggi indicazione concrete per il mondo dell’edilizia e per la serramentistica.
Ennio Braicovich






