Il Governo ha approvato ieri un pacchetto di provvedimenti, il cosiddetto nuovo Piano Casa, per contrastare l’emergenza abitativa. L’obiettivo dell’intervento è rendere disponibili, complessivamente, circa centomila alloggi in dieci anni, grazie a un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica (ERP) e sovvenzionata.
Come ampiamente anticipato due settimane fa, v. qui, il Governo ha varato il nuovo Piano Casa. Si tratta di una serie di misure atte a contrastare l’emergenza abitativa contenute in un decreto-legge approvato su proposta della presidente Giorgia Meloni e del viceministro Matteo Salvini. Lo strumento attuativo sarà un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica (ERP) e sovvenzionata e un pacchetto di interventi per promuovere l’edilizia integrata.
Il nuovo Piano Casa
Il decreto-legge poggia su tre pilastri. Il primo pilastro prevede un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. L’obiettivo del programma è recuperare e rendere disponibili circa 60 mila alloggi popolari, ora non assegnabili perché in condizioni non adeguate e che richiedono interventi di ristrutturazione e rifacimento degli impianti essenziali. Inoltre, si realizzerà un programma di riscatto di immobili ERP da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita.
Strumenti finanziari
Il secondo pilastro del Piano prevede la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da INVIMIT SGR, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo. Nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro.
Investimenti privati
Terzo pilastro del nuovo Piano Casa è la creazione di condizioni favorevoli agli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati. Si introducono quindi semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori. A fronte di tali semplificazioni, il privato dovrà in cambio garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata, mentre sulla restante quota si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria.
E ora?
Ora il decreto-legge dovrà passare al vaglio del Parlamento per l’approvazione definitiva. Tuttavia l’impatto sul settore dei serramenti non sarà di grande rilievo, numeri alla mano. Certamente è meglio di niente. Rimane in sospeso il problma enorme degli 8-10 milioni di case vuote, moltissime da riqualificare energeticamente, come attesta un recente studio di Enea e MCE Lab, vedi news. Rimane sospesissimo il problema del mancato recepimento della direttiva EPBD4 sull’efficienza energetica degli immobili, vedi news. Ci varrà una ammenda comunitaria mentre continueremo a spendere e spandere soldi fuori dalle finestre per i costi crescenti di gas e gasolio per un riscaldamento inefficiente.
a cura di EB






