Firmato a Parigi, durante il Forum sulla promozione degli investimenti e la competitività economica, organizzato dalla Repubblica del Senegal, un Protocollo di Intesa tra l’associazione Caseitaly e i referenti del Progetto Cittadella Industriale di Thiés. Obiettivo è la creazione di “un polo industriale dedicato alla produzione di materiali e attrezzature per l’edilizia”. Il tutto all’interno di un progetto sistemico capace di esprimere il meglio del Made in Italy: qualità, ingegneria, cultura del progetto e capacità di integrazione tra filiera e territorio. Un’iniziativa che merita grande attenzione.

A fine aprile si è tenuta a Parigi la prima edizione di Price 2026, Forum sulla Promozione degli Investimenti e la Competitività Economica in Senegal. L’evento, organizzato dall’ Ambasciata del Paese in Francia, mirava a contribuire alla costruzione del Senegal del 2050. Tra i partecipanti: esperti e imprenditori della diaspora, membri del governo e amministratori degli enti nazionali attuatori delle politiche pubbliche, imprese senegalesi e francesi, istituzioni finanziarie a sostegno dell’imprenditorialità.
Caseitaly in Senegal
Nell’ambito del Forum è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra Caseitaly e Istituzioni del Senegal. L’accordo mira ad aprire la strada alla creazione di un polo industriale dedicato a ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni in un settore strategico come quello delle costruzioni. A testimonianza dell’importanza dell’accordo citiamo le cronache post-evento su Diasporaaccu.net, giornale della diaspora senegalese. Testuali: “In un clima di responsabilità e lungimiranza, Mamadou Faye, Direttore Generale della Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico, Catherine Faure, consulente e ideatrice di progetti di ristrutturazione, Mayoro Mbaye, esperto operatore economico, e Andrea Bulgarelli, rappresentante di Caseitaly, hanno firmato un protocollo d’intesa che apre la strada alla creazione di un polo industriale dedicato alla produzione di materiali e attrezzature per l’edilizia”. Nella foto qui sotto, Andrea Bulgarelli e Mayoro Mbaye firmano l’intesa.

Dietro l’intesa
La firma si inserisce in un contesto caratterizzato da una forte crescita demografica e da un intenso bisogno di abitazioni. Il progetto si innesta sul dibattito relativo alla Cittadella Industriale di Thiès, la terza città del Paese. L’iniziativa ha per obiettivo riposizionare il Senegal come “attore industriale in grado di produrre localmente gli input essenziali per il suo sviluppo urbano e sociale”. Il quadro generale è quello della trasformazione delle economie locali al fine di ridurre “la dipendenza dalle importazioni in un settore strategico come quello delle costruzioni”. Vi è di più in tutto ciò. Ed è la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo delle competenze dei giovani.

Una visione si trasforma in realtà
Dal canto suo Andrea Bulgarelli, referente di Caseitaly, afferma: “Il Protocollo d’intesa per la Cittadella industriale di Thiès trasforma una visione in realtà. Non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase concreta: trasferimento di competenze, creazione di filiere, sviluppo industriale vero. Il Made in Italy che portiamo non è solo prodotto, è metodo, è cultura industriale, è capacità di costruire sistemi che funzionano e durano nel tempo”. Avvertiamo una comprensibile soddisfazione in Bulgarelli che così riflette: “Certo. Questo progetto nasce quasi dieci anni fa, da un’intuizione e da un lavoro portato avanti in prima persona, quando parlare di integrazione di filiera e di presenza strutturata in mercati come quello africano era tutt’altro che scontato. Ma soprattutto vi è la consapevolezza che ora inizia il lavoro più importante: quello sul campo”. Ricordiamo che Caseitaly è il format multicanale per l’internazionalizzazione delle imprese italiane del settore dei componenti tecnici dell’involucro edilizio.

Un ecosistema industriale
Ma c’è di più. Leggiamo sempre su Diasporaaccu.net: “La presenza della Banca Nazionale per lo Sviluppo Economico in questa firma è significativa. Riflette un chiaro impegno a fornire supporto finanziario per la strutturazione di progetti in grado di generare valore aggiunto locale e stimolare l’occupazione”. E apprendiamo come stia prendendo forma la visione di un “ecosistema industriale in grado di integrare produzione, formazione e innovazione. Il progetto non si limita alla produzione di materiali: mira a strutturare una catena del valore completa, dalla trasformazione delle risorse locali alla fornitura di attrezzature moderne per il settore edile. Un tale approccio non solo riduce i costi di costruzione, ma favorisce anche lo sviluppo di una forza lavoro qualificata in grado di soddisfare le esigenze di un mercato in continua evoluzione”. Un progetto ambizioso che, a nostro avviso, merita un ampio sostegno da parte delle forze imprenditoriali.
Il Senegal in breve
Il paese africano si estende su una superficie di quasi 200 mila km quadrati, due terzi dell’Italia circa, e si affaccia per oltre 500 km sull’Oceano Atlantico. La capitale è Dakar. Conta circa 18 milioni di abitanti. La lingua ufficiale è il francese. La religione prevalente è quella mussulmana. Cinquecentomila senegalesi, la cosiddetta diaspora, vivono all’estero e con le loro rimesse rappresentano una risorsa economica importante per la nazione. Thiès è la terza città del Paese per numero di abitanti, all’incirca 300mila abitanti ed è un attivo centro commerciale e industriale ben collegato con infrastrutture ferroviarie e stradali.
Ennio Braicovich






