Nonostante i grandissimi investimenti in efficienza energetica degli immobili con il Superbonus, nella UE l’Italia resta fanalino di coda. Un’indagine di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione, pone al primo posto per efficientamento energetico degli immobili i Paesi Bassi e all’ultimo posto, sic!, il nostro Paese. Molto dopo Grecia e Malta.
Secondo Eurostat, l’Ufficio statistico della UE, il 23,9% della popolazione europea vive in un’abitazione in cui l’efficienza energetica è stata migliorata negli ultimi 5 anni. I dati si riferiscono all’anno 2025.

L’efficienza energetica delle abitazioni UE
La percentuale maggiore di persone che vivono in abitazioni con una maggiore efficienza energetica è stata registrata nei Paesi Bassi (60,5%). Seguono, molto distanziate, Danimarca (34,0%), Francia e Slovenia (entrambe 33,3%). Le quote più basse sono state in Italia (2,6%), Malta (7,8%) e Grecia (9,5%). Per il nostro Paese si tratta di un risultato deludente e sconfortante visto che al 30 aprile di quest’anno erano stati investiti ben 132 miliardi di euro in interventi di efficienza energetica degli immobili sotto il Superbonus (vedi dati Enea). Altre nazioni hanno fatto di meglio e di più secondo Eurostat senza il putiferio legale e fiscale che si è scatenato attorno al Superbonus.
Eurostat dichiara..
Vale la pena di riportare quanto dichiara Eurostat a proposito della metodologia seguita in questa indagine. Le abitazioni con miglioramenti dell’efficienza energetica negli ultimi 5 anni mostrano in che misura gli immobili residenziali sono stati sottoposti a ristrutturazioni per migliorare le prestazioni energetiche. Ciò include tutte le misure che incidono sulle condizioni termiche dell’abitazione. Le principali attività di ristrutturazione coperte da questo indicatore sono: l’ammodernamento dell’isolamento termico in pareti esterne, tetti o pavimenti; la sostituzione delle finestre a vetratura singola con unità a vetratura doppia o tripla; e l’installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti. Così Eurostat.
Il crollo dell’Italia
In effetti nel 2023 la percentuale degli immobili italiani riqualificati energeticamente risultava pari al 14,7% in quanto la domanda rivolta agli intervistati includeva tra gli interventi anche i lavori ‘micro’ come la sostituzione delle caldaie o delle finestre. Nel 2025 pare che Istat abbia considerato nella domanda come interventi di efficientamento energetico solo quelli importanti escludendo i lavori ‘minori’. Il risultato finale è che da terzultimi che eravamo nel 2023 siamo finiti proprio ultimi. Non era un record allora pur mettendoci dentro finestre e caldaie come non lo è nel 2025. Gli altri paesi UE hanno continuato ad utilizzare la metodologia meno restrittiva di quella utilizzata da Istat, proprio come indicato da Eurostat.
E ora?
Abbiamo scritto poco sopra che i risultati dell’indagine di Eurostat sono deludenti e sconfortanti. E’ vero. Sbaglieremmo però se ci rassegnassimo. Probabilmente la strada migliore è invece cercare di capire con molta umiltà che cosa possiamo imparare dalle altre nazioni che hanno speso molto meno e hanno ottenuto di più e dove noi abbiamo sbagliato. Le statistiche di Eurostat ci indicano sopratutto che in questo Paese c’è ancora moltissimo da fare sul fronte dell’efficienza energetica degli immobili. Ecco perchè non possiamo rassegnarci.
Ennio Braicovich
Nota 1: nella mappa in alto di fonte Eurostat, i paesi UE sono colorati in funzione del grado di efficienza energetica degli immobili. Colori più scuri per i più efficienti, più chiari per i meno virtuosi.
Nota 2: nel grafico di Eurostat i puntini rossi indicano il grado di efficienza energetica degli immobili rilevato nel 2023.





