Recentemente abbiamo pubblicato due documenti di rilievo sulla sostenibilità. Il primo è la Guida UNI Accredia sulla sostenibilità d’impresa. Il secondo è la Raccomandazione (UE) 2025/1710 della Commissione del 30 luglio 2025 su un principio volontario di rendicontazione di sostenibilità per le piccole e medie imprese. Abbiamo chiesto un parere sui due documenti all’esperto ing. Sergio Botta. Pur operante in diversi settori, Botta è legato al mondo dei serramenti, anche in tema di sostenibilità. Ultimamente, infatti ha operato come consulente in supporto del produttore di serramenti Isolcasa per il raggiungimento di due EPD, vedi news. Ecco la sua visione sui due documenti sulla sostenibilità.
Qui una scheda sull’ing. Sergio Botta
La Guida Uni Accredia sulla sostenibilità

Devo dire che è un bellissimo lavoro perché in poche pagine riesce a condensare il lavoro fatto in tanti anni dall’Uni. Riesce soprattutto, come dicono quelli bravi, a matchare, a creare correlazioni con i requisiti ESRS, i principi di rendicontazione della sostenibilità. Da quelli generali a quelli specifici. E quindi di fatto a far capire ancora di più e meglio come esista già una cassetta degli attrezzi consolidata, già da tempo definita. E’ l’insieme delle norme che permettono di poter far fronte alla implementazione concreta e pratica dei requisiti ESG (Ambiente, Sociale e Governance) e in particolare degli ESRS applicabili.
Una roadmap della sostenibilità
Bellissima la indicazione per ciascun singolo requisito, per ciascun singolo ESRS, delle corrispondenze con le norme Uni e ISO applicabili, alcune certificabili, alcune verificabili, alcune fuori dalla certificazione. Di fatto costituisce una bellissima roadmap in grado di poter aiutare chi vuole avere un riferimento oggettivo e riconosciuto a livello internazionale per affrontare nel dettaglio i singoli ESRS.
Direi un gran applauso all’Uni e ad Accredia per questo lavoro svolto. Peraltro esso non si limita soltanto alle aziende, ma addirittura si estende anche alle figure professionali con una coda anche ai sistemi di gestione, al loro collegamento, la struttura HS (Harmonized Structure) con gli ESRS e le loro varie declinazioni.
Sostenibilità secondo la Raccomandazione (UE)
Mi pare interessante la sua struttura base. Ovvero il fatto che ha un modulo base e un modulo completo. Importante è il fatto che contenga sostanzialmente quello che a mio avviso era uno degli elementi mancanti. E’ l’indicazione che le grandi imprese, gli istituti finanziari, le assicurazioni e altri soggetti che richiedono alla PMI le informazioni ESG, dovrebbero limitare le proprie richieste a ciò che è fornito secondo il principio volontario per le PMI.
Contenere le pretese
Questo dovrebbe essere un modo per limitare interpretazioni, declinazioni, personalizzazioni che comunque sono certo le grandi imprese o i grandi marchi nelle filiere della moda o altri faranno comunque. Ma intanto uno può sempre porre come argine il fatto che c’è una Raccomandazione europea che dice che le richieste circa le informazioni ESG dovrebbero limitarsi a quelle che sono le indicazioni fornite secondo il principio volontario per le PMI. Come contenuto nella Raccomandazione (UE) 2025/1710.
Uniformare le richieste
Devo ammettere che si tratta di una buona Raccomandazione che dovrebbe servire a sgombrare il campo da personalizzazioni o declinazioni o customizzazioni delle richieste. Insomma, questo mondo che è assolutamente complesso e articolato ha da un lato il supporto delle norme UNI e ISO. Dall’altro deve evitare il più possibile che il soggetto richiedente o meglio soggetti richiedenti diversi richiedano set informativi diversi creando lo sconforto, la frustrazione e facendo perdere un sacco di tempo e di soldi alle PMI.
a cura di Ennio Braicovich
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