Nella preparazione della “Standardization Request (SReq)” per il settore delle chiusure tecniche la Commissione ha tentato di creare due norme di riferimento in sostituzione dell’attuale norma europea EN 13241. La Federazione europea Edsf con il pieno appoggio dell’associazione italiana delle chiusure, Acmi, ha sventato una potenzialmente dannosa evoluzione normativa.
Due norme europee per le chiusure tecniche anziché una sola, l’odierna EN 13241? “No, grazie” dice alla Commissione europea la Federazione europea Edsf con il pieno appoggio di Acmi.
“Standardization Request” per le chiusure tecniche
La notizia va spiegata alla luce del processo di revisione delle attuali norme armonizzate richiesto da parte della Commissione, sopratutto alla luce del nuovo CPR. In questo quadro il CEN elabora le norme europee sulla base di un contratto detto “Standardization Request/Sreq”. Per ragioni apparentemente amministrative, nella bozza della “Standardization Request” i tecnici della Commissione hanno proposto di separare le porte industriali/commerciali/da garage dai cancelli e barriere creando due nuove norme. Attualmente, invece, i due gruppi merceologici sono normati dalla sola EN 13241.
Oneri eccessivi per il settore
Edsf, in accordo con Acmi, ha valutato che tale separazione avrebbe creato un onere considerevole per il settore. Da qui una lettera di contestazione, ampiamente motivata, indirizzata a Oscar Nieto, esponente dell’Unità delle Costruzioni del DG Grow della Commissione. Qualche giorno fa, la Commissione ha risposto annunciando che la proposta di separazione degli Standard è stata rimossa dalla nuova bozza della SReq. Oggi, sottolineano Edsf e Acmi, la norma armonizzata EN 13241 rimane quale unico standard di riferimento del settore delle chiusure tecniche.

Il commento di Sanvito
L’arch. Mario Sanvito, normatore, consulente di Acmi, nominato come esperto italiano al CEN/TC 33/WG 5, ha così commentato la notizia:
“È un risultato al quale abbiamo fortemente contribuito all’interno del Gruppo Europeo. Eravamo lì nel posto giusto e al momento giusto, quando gli altri italiani erano altrove. Era necessario prevenire la dispersione di energie (tempo, denaro) e tenere stabile la normativa di riferimento. Questa comunque dovrà essere rinnovata con gli aspetti di sostenibilità, digitalizzazione, ecc. Quanto ottenuto serve a dare fiducia che, a piccoli passi, si può andare avanti verso scelte condivise per regolamentare il mercato dei prossimi anni. In tale ottica è fondamentale il coinvolgimento e supporto dei nostri Soci”.
a cura di Ennio Braicovich






