Finamente nella Gazzetta Ufficiale di ieri 26 settembre è apparso il decreto del 7 agosto del Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica detto anche Conto Termico 3.0. Prende il posto del precedente Conto Termico 2.0 ampliandone le caratteristiche e gli ambiti applicativi.
Come previsto, la Gazzetta Ufficiale del 26 settembre ospita il tanto atteso provvedimento detto Conto Termico 3.0. Titolo del decreto è: “Incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili”
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Finalità del Conto Termico 3.0
L’obiettivo del decreto del Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica è promuovere l’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili per la produzione di calore (o la climatizzazione) negli edifici esistenti. Il provvedimento, anche se premia in particolare la parte impiantistica degli edifici, lascia spazio per interventi di serramenti e schermature solari. Limitate le risorse annuali stanziate: 900 milioni di cui 400 per gli edifici della Pubblica Amministrazione e 500 per i privati.
La logica del provvedimento
Dove mira a parare il decreto è scritto nella sua parte introduttiva (quella che tutti normalmente trascurano). In essa si legge che occorre specializzare il meccanismo del Conto termico per la riqualificazione energetica e per il recupero edilizio in ambito non residenziale, ovvero nell’ambito terziario sia pubblico che privato. Inoltre occorre rivedere, ampliare e razionalizzare il perimetro dei soggetti ammessi e degli interventi oggetto degli incentivi disposti dal decreto, in modo da creare uno strumento di maggiore efficacia per gli interventi di produzione di energia termica rinnovabile, nonché per gli interventi di efficienza energetica negli edifici della pubblica amministrazione e nel settore terziario.
Il Conto Termico 3.0 punta sui Comuni
Il decreto evidenzia il ruolo fondamentale dei comuni nella transizione ecologica potendo essi dare un maggiore impulso alla decarbonizzazione dei servizi pubblici offerti. Da ciò potrebbe discendere un miglioramento della qualità delle prestazioni erogate in favore dei cittadini e delle imprese. Da qui consegue che è opportuno facilitare l’accesso agli incentivi pubblici per la realizzazione degli interventi ammessi al conto termico da parte di comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti attraverso l’erogazione dell’incentivo fino al 100% delle spese ammissibili di tali interventi.
Il decreto in sintesi
Il Conto Termico 3.0 è uno schema di incentivi statali (gestito dal GSE) finalizzato a promuovere l’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili per la produzione di calore (o la climatizzazione) negli edifici esistenti. La versione 3.0 rappresenta un aggiornamento importante dell’assetto normativo, che introduce novità rispetto al “vecchio” Conto Termico (2.0) in termini di: platea dei soggetti beneficiari, tipologie di interventi ammissibili, modalità di accesso e semplificazioni, intensità (percentuali) e massimali degli incentivi. risorse annuali stanziate: 900 milioni di euro l’anno (di cui 400 per le PA, 500 per i privati). Il decreto entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta ieri 26 settembre. In pratica a fine 2025.
A breve entreremo nel merito del provvedimento, analizzando in particolare l’impatto sull’edilizia e sul mondo dei serramenti e delle schermature solari. Chl volesse approfondire ora, può consultare i numerosi articoli pubblicati nel recente passato.
Ennio Braicovich
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