Alla notizia della sospensione del Conto Termico 3.0, Finco e CNA esprimono preoccupazione . Ance annuncia freddamente solo la notizia senza commenti. Nessuna reazione da parte di Confartigianato fino ad ora. Richiesta una precisa conoscenza della distribuzione delle domande presentate tra settore pubblico e mercato privato per una puntuale valutazione della misura
Come noto, vedi news, il Gse ha annunciato la sospensione temporanea per eccesso di richieste: oltre 3300 domande per 1,3 miliardi di euro contro i 900 milioni programmati dal decreto ministeriale, di cui 500 riservati alle imprese e privati e 400 per gli edifici della PA.
La reazione di Finco
In una nota la Federazione delle Industrie per le Costruzioni “esprime preoccupazione per la sospensione temporanea del portale del Conto Termico 3.0, annunciata ieri dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici – a seguito dell’importante adesione alla misura “.
Strumento importante
Finco rileva che si tratta di “uno strumento assai rilevante tenuto anche conto del progressivo ed importante ridimensionamento dei bonus edilizi”. E invita “il Decisore a valutare l’innalzamento del tetto delle disponibilità programmate per la misura, avendo presente che essa risulta essenziale anche ai fini del raggiungimento degli stringenti obiettivi eurocomunitari in termini di transizione energetica”.
CNA prende atto
Per la CNA, coinvolta con il comparto Casa – CNA Costruzioni, CNA Installazione Impianti e CNA Serramenti e Infissi – “la sospensione prudenziale disposta dal GSE sta generando forte tensione e disorientamento tra operatori e cittadini”. Il volume di richieste conferma la robusta domanda per interventi di efficientamento energetico da parte di famiglie, imprese e pubblica amministrazione e indica l’esigenza di risorse adeguate a centrare gli obiettivi di riqualificazione energetica.
Valutare puntualmente la misura
Per il comparto casa della CNA è fondamentale conoscere la distribuzione delle domande presentate tra settore pubblico e mercato privato per una puntuale valutazione della misura. E quindi “auspica pertanto che, al termine delle verifiche in corso, il GSE possa fornire un quadro puntuale delle richieste presentate, distinguendo tra soggetti pubblici e privati e tra tipologie di intervento, così da consentire una valutazione corretta dell’efficacia della misura e dell’eventuale necessità di rafforzarne la dotazione finanziaria”.
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