Dentro l’installazione “Good Design City” all’ADI Design Museum di Milano, tra materiali, superfici attive e nuove interpretazioni dello spazio, c’è anche un percorso industriale che merita attenzione. È quello di Overlap. Un’azienda che parte da un’intuizione precisa: fare qualcosa di diverso nel mondo delle chiusure e che nel tempo ha costruito un’identità riconoscibile, fondata su ricerca, personalizzazione e capacità di uscire dagli schemi.
Il cuore del progetto Overlap è nella porta, ma non una porta qualsiasi. Il sistema brevettato si basa su un principio di sovrapposizione, da cui deriva il nome stesso dell’azienda, che elimina gli elementi tradizionali più invasivi: niente guide a soffitto, niente molle, motorizzazione nascosta e utilizzo di contrappesi. Il risultato è una soluzione pulita, sia esternamente che internamente, che migliora la vivibilità degli spazi, in particolare in ambito garage, ma non solo. Perché proprio l’assenza di componenti a vista apre a un utilizzo diverso: divisioni interne, separazioni leggere, applicazioni in contesti residenziali e commerciali dove la porta diventa elemento architettonico e non semplice chiusura tecnica.

Dalla porta alla pergola: evoluzione naturale
Come spesso accade, l’innovazione nasce anche dall’ascolto del mercato. È così che, quasi per caso, Overlap entra nel mondo delle pergole bioclimatiche. Durante una fiera, una struttura pensata inizialmente come supporto espositivo per le porte suscita più interesse del prodotto principale. Un segnale chiaro: da lì, una nuova direzione. L’azienda decide di sviluppare quel concetto, portando nel mondo outdoor lo stesso approccio che aveva caratterizzato la porta: ricerca, qualità dei materiali, affidabilità e certificazione. Nasce così una gamma di pergole bioclimatiche che oggi rappresenta una parte significativa dell’offerta.

Artigianalità industriale
Overlap si definisce, per bocca del CEO Gianni Fiorillo, come un gruppo di “artigiani prestati all’industria”. Una definizione che spiega molto del loro posizionamento. L’azienda lavora principalmente fuori standard, su progetto, su disegno. Non prodotto seriale, ma soluzione su misura. Dalla fattibilità tecnica al rendering, fino alla realizzazione finale. Un approccio che dialoga direttamente con architetti e progettisti e che trova piena coerenza nel contesto dell’installazione milanese, dove la personalizzazione è uno dei temi centrali.
Integrazione e nuove tecnologie
All’interno di “Good Design City”, vedi qui, Overlap porta una visione che va oltre il prodotto singolo. Pergole bioclimatiche, vetrate integrate, superfici tecnologiche: il sistema si evolve e si apre all’integrazione con nuove soluzioni.
Tra queste:
-vetrate con film fotovoltaico integrato
-trattamenti fotocatalitici per l’abbattimento degli inquinanti e la riduzione dello sporco
-sistemi che migliorano il comfort e la qualità dell’aria
Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di un cambio di prospettiva: la chiusura diventa parte attiva dell’edificio.

Una visione chiara
Nel panorama attuale del serramento e delle chiusure, Overlap si posiziona in una zona interessante: quella in cui il prodotto non è più solo funzione, ma parte di un sistema più ampio. Dalla porta alla pergola, dalla chiusura alla qualità dello spazio. Un percorso che, all’interno dell’ADI Museum, trova una sintesi concreta: l’idea che anche gli elementi più tecnici possano contribuire a definire architettura, comfort e identità. È probabile che proprio da qui che passi la prossima evoluzione del settore.
Michele Celeghin






