L’ing. Gianrico Delfino, responsabile Divisione Tagliafuoco dell’associazione delle chiusure tecniche Acmi. precisa sotto quali condizioni è possibile modificare le porte tagliafuoco omologate per renderle anche tagliafumo.
Ultimamente diversi manutentori ci hanno segnalato che alcuni tecnici modificano porte tagliafuoco omologate per renderle anche tagliafumo, ovvero a tenuta di fumo. Si tratta di elementi montati da diversi anni, provati e omologati nella configurazione non a tenuta di fumo. La modifica consiste nell’aggiunta, in opera, di una guarnizione che le trasformerebbe così in porte a tenuta di fumo. I manutentori ci chiedono se, a nostro avviso, questa procedura è corretta e quindi applicabile.
Le modifiche alle porte tagliafuoco
Qui si introduce il tema delle modifiche alle porte tagliafuoco. Si ricorda che, ad oggi, tali prodotti sono sottoposte a diversi regimi di qualificazione:
- Le porte tagliafuoco pedonali per uso interno sono soggette a omologazione ministeriale e la loro possibilità di modifica dipende dalla normativa di prova utilizzata. Tuttavia, in generale, tali possibilità sono assai limitate e non prevedono la possibilità di aggiunta di guarnizioni.
- Le porte tagliafuoco pedonali per uso esterno e le porte commerciali, industriale e da garage (portoni) immesse sul mercato dopo il 1° novembre 2019 sono soggette a marcatura CE. Le modifiche di queste sono governate dalle norme EN 15269, denominate normalmente EXAP. Il termine è acronimo di Extended Field of Application, cioè di campo esteso di applicazione. Si tratta di norme molto corpose emesse per le diverse tipologie di porte (porte incernierate in metallo, in legno, in vetro, porte scorrevoli ecc…) che stabiliscono con buon dettaglio quali sono le modifiche possibili.
EXAP non applicabili alle porte tagliafuoco omologate
Queste norme EXAP non risultano al momento applicabili alle porte dotate di omologazione ministeriale.
Facendo riferimento al caso 1, quindi, trattandosi di porte tagliafuoco omologate, la procedura illustrata oggetto di questo intervento, a nostro avviso, non è ammissibile e di conseguenza ne sconsigliamo l’applicazione. Abbiamo comunque posto il quesito alla Direzione dei Vigili del Fuoco e attendiamo risposta.
Occorrono prove supplementari
Questo dal punto di vista normativo, ma anche esaminando il problema dal punto di vista strettamente tecnico la procedura non appare corretta, se non sono state eseguite prove supplementari.
Quale conseguenza potrebbe avere infatti l’aggiunta di una guarnizione sulla resistenza al fuoco?
L’aggiunta di una guarnizione di materiale potenzialmente infiammabile potrebbe compromettere la resistenza al fuoco complessiva. Nella mia esperienza di prove di resistenza al fuoco mi è capitato un paio di volte di fallire una prova di resistenza al fuoco proprio per la presenza di una guarnizione che ha innescato il passaggio del fuoco. Infatti, anche le norme EXAP (che costituiscono comunque un importante riferimento tecnico, pur non essendo applicabili alle porte omologate) consentono l’aggiunta di guarnizioni di tenuta fumo solo in presenza di una prova aggiuntiva che dimostri la non pericolosità di questa modifica.
Ing. Gianrico Delfino, responsabile Divisione Tagliafuoco di Acmi
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Immagine in alto: Istituto Giordano






