Per la serie “Pillole di vetro” il tecnologo del vetro Elvio Tessiore affronta il tema dei vetri stratificati e temprati termicamente. Due classi di vetro entrambi considerati vetri di sicurezza ma possedenti valenza differente.
A confronto vetri stratificati e temprati termicamente. Il distinguo fondamentale, parlando di sicurezza, del vetro stratificato rispetto al temprato termicamente (di seguito ‘temprato’) risiede nella diversa modalità di rottura.

Rotture sicure
Entrambe le modalità sono definite dalle norme come ‘sicure’, intendendo che i frammenti generati in caso d’impatto, ma anche nel caso di rottura spontanea, sia per shock termico (stratificati) sia per inclusione di Solfuro di Nichel (temprati) non possano provocare ferite a persone e/o danni a cose.
Gli stratificati
L’interlayer degli stratificati (il film plastico), che sia PVB, EVA, DG41 o SGP, trattiene i frammenti sia nel caso di impatto che di rottura spontanea, annullando di fatto danni a cose e rendendo trascurabili le eventuali ferite a persone che possano verificarsi in caso di impatto. Nella stragrande maggioranza dei casi, è sufficiente un cerotto per tamponare il danno occorso.
I temprati termicamente
Il vetro temprato è una molla carica. Due strati in forte compressione (le due facce superficiali della lastra) trattengono il cuore del vetro in forte trazione. L’impatto, se di forza sufficiente, rompe questi equilibri, liberando furiosamente l’energia cinetica latente.
Qui si pongono due scenari.
a) vetri con telaio
Nei vetri temprati utilizzati come tamponamento degli infissi, in caso di rottura, non succede niente. L’aumento di volume provocato dalla frammentazione mette in tensione la lastra che sebbene frantumata, rimane congelata nella tipica ragnatela, perfino bella, nella vetrata isolante trattenuta ai bordi sia dal sigillante che dalla parte perimetrale del serramento.
b) vetri senza telaio
Nei vetri senza telaio perimetrale (scorrevoli, porte interne o esterne in esercizi commerciali, partizioni vetrate interne di uffici, box doccia etc.) la situazione cambia radicalmente.
I frammenti, che da norma (UNI EN 12150-1: 2015) devono essere ‘piccoli e con bordi arrotondati’ per non provocare danni, nonostante che possano essere proiettati con forza anche a diversi metri di distanza, nella realtà delle cose, si raggruppano in ‘cluster’ ovvero in piastrelle di dimensioni anche riguardevoli, certamente composti da frammenti ma ancora coesi.

Temprato potenzialmente pericoloso se…
È questo comportamento non contemplato dalle norme che rende il temprato potenzialmente pericoloso (e parlo per l’esperienza maturata nelle molteplici perizie svolte) e assolutamente non perfettamente sicuro, come ci si aspetterebbe, in assenza di contenimento ai bordi. Il temprato presenta comunque altre limitazioni all’impiego seppur contenuto perimetralmente ai bordi. La UNI 7697:2021 pone limiti all’utilizzo del temprato in diverse situazioni e ricordiamo che nelle linee guida per la progettazione scolastica il Ministero dell’Istruzione ha da tempo bandito tale vetro negli infissi di ogni scuola, di primo e secondo grado nel lato di possibile impatto.
I prospetti della UNI 7697
Mi sono preso la briga di verificare le controindicazioni all’utilizzo sia del temprato sia del vetro stratificato, nel Prospetto 1 (prestazioni minime delle lastre da utilizzare nelle applicazioni) e Prospetto 2 (prestazioni minime delle lastre nelle specifiche destinazioni d’uso) di UNI 7697:2021
A fronte di 26 ‘applicazioni vetrarie’ considerate, risultano 84 (ottantaquattro) situazioni in cui il temprato è ‘non applicabile’ e zero situazioni in cui non applicabile sia lo stratificato.
Per sicurezza consultare la norma
Quindi quando il progettista o il serramentista ragiona sulla scelta di un vetro di sicurezza, non è opportuno navigare a vista ma consultare la norma UNI 7697: 2021 che è cogente. Nel mio libro ‘Il vetro in Edilizia‘ del 2024, ho introdotto il concetto di ‘Salvaguardia’ dove rafforzo il concetto di sicurezza delle persone, introducendo condizioni migliorative a quelle esposte dalla norma.
Elvio Tessiore, Glassconsulting
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