La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa fa i conti in tasca alle piccole imprese per il caro energia innescato dalla guerra del Golfo. E calcola gli extra costi tra 3 e 4 miliardi. CNA chiede al Governo misure rapide per evitare che l’instabilità internazionale si traduca in un ulteriore colpo alla competitività delle micro e piccole imprese italiane.
Quanto costa alle piccole imprese italiane il caro energia dovuto alla guerra in Iran e al blocco di Hormuz? Prova fare i conti in tasca alle imprese la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa. In Italia circolano circa 4,6 milioni di furgoni e veicoli commerciali leggeri. Se anche solo la metà fosse interessata da un aggravio medio vicino ai 1.000 euro annui, l’impatto complessivo del caro gasolio supererebbe i 2 miliardi di euro solo per il maggior costo del carburante.
Impatto su migliaia di attività
“La crisi del Golfo – sottolinea il presidente della CNA Dario Costantini – è entrata direttamente nei prezzi quotidiani: dalla manutenzione della caldaia alla consegna del pane, dall’assistenza tecnica ai piccoli cantieri. L’impatto riguarda migliaia di attività che non possono ridurre gli spostamenti perché il lavoro coincide con la mobilità”.
Ecco il caro energia in dettaglio
Secondo le stime della Confederazione, l’aumento medio del gasolio può arrivare a quasi 1.000 euro l’anno per un artigiano con un furgone; circa 1.900 euro annui per una microimpresa con due furgoni; quasi 2.900 euro annui per una microimpresa con tre furgoni; oltre 1.600 euro l’anno per un NCC; circa 2.000 euro l’anno per un taxi; oltre 10mila euro annui per una piccola impresa del trasporto merci. Un extra costo che oscilla tra i 3 e i 4 miliardi l’anno.
Ogni furgone è una bolletta viaggiante
“La grande industria può in parte difendersi con contratti energetici strutturati o ottimizzazioni logistiche – evidenzia la CNA – mentre le piccole imprese subiscono immediatamente ogni aumento di carburanti ed energia. Per milioni di artigiani ogni furgone sta diventando una bolletta viaggiante.”
La Confederazione chiede quindi al Governo misure rapide per evitare che l’instabilità internazionale si traduca in un ulteriore colpo alla competitività delle micro e piccole imprese italiane.
Immagine in alto: doc. ENI






