A luglio cresce l’indice della produzione nelle costruzioni rispetto a giugno e su base annua segna il settimo incremento consecutivo, il livello più alto dal 2008 secondo Istat, I ‘Istituto nazionale di Statistica. Per le costruzioni, i prezzi segnano aumenti congiunturali modesti su base annua. Gli effetti positivi del PNRR
Buone notizie dal mondo delle costruzioni giungono dalle rilevazioni dell’ Istat. A luglio 2025, I ‘Istituto nazionale di Statistica stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni cresca dello 0,7% rispetto a giugno.
La produzione secondo Istat
Nella media del trimestre maggio – luglio 2025 la produzione nelle costruzioni aumenta dell’1,3% nel confronto con il trimestre precedente. Molto interessante il dato tendenziale. Sia l’indice corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi di calendario sono stati 23 come a luglio 2024), sia l’indice grezzo registrano un incremento del 5,2%. Nella media dei primi sette mesi del 2025, l’indice corretto per gli effetti di calendario aumenta del 4,7%, mentre l’indice grezzo cresce del 3,1%.
Il commento dell’Istituto
A luglio 2025, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni torna a crescere dopo il calo congiunturale dei due mesi precedenti. Anche la media degli ultimi tre mesi mostra una variazione congiunturale positiva. Su base annua, l’indice corretto per gli effetti di calendario evidenzia il settimo incremento consecutivo, segnando il livello più alto da luglio 2008.
Prezzi sostanzialmente stabili
Sempre Istat rileva che a luglio 2025, i prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali aumentano dello 0,1% su base mensile e dell’1,0% su base annua (da +1,8% di giugno). Quelli di strade e ferrovie crescono dello 0,2% in termini congiunturali mentre sono stazionari in termini tendenziali (era +0,3% a giugno). Nel trimestre maggio-luglio 2025, rispetto al precedente, i prezzi di edifici residenziali e non residenziali aumentano dello 0,1%, quelli di Strade e ferrovie diminuiscono dello 0,4%. Per le costruzioni, i prezzi segnano aumenti congiunturali modesti; su base annua, rallentano la loro crescita per edifici, sono stazionari per strade.
Le tendenze
Il mercato italiano delle costruzioni è soggetto a spinte dinamiche miste. Da un lato sia Ance che Nomisma che Euroconstruct (ovvero Cresme) prevedono una flessione complessiva del mercato per almeno i prossimi due anni. La ripresa è prevista per il 2027. La contrazione è collegata alla riduzione e alla eliminazione di alcuni incentivi fiscali. Particolarmente colpito è il settore della manutenzione straordinaria (-30%) grazie al taglio di Superbonus, Bonus Casa e Ecobonus. Un lieve calo è previsto per la nuova edilizia abitativa che appare reggere. In controtendenza è invece il settore delle Opere pubbliche, soprattutto quelle finanziate dai progetti del PNRR. Buono il trend di crescita della nuova edilizia non residenziale.
EB





