Al Batimat di Parigi, una Conferenza organizzata da ICE in collaborazione con Finco e Caseitaly mette in valore l’apporto del Made in Italy dell’involucro edilizio.
C’è spazio per il Made in Italy dell’involucro edilizio in Francia? È la domanda che molti operatori italiani, sia espositori che visitatori, si sono posti al Batimat che chiude oggi 1° ottobre. Notoriamente quello transalpino è un mercato duro, anzi durissimo, dominato, anzi regimentato da regole nazionali molto precise, da player dell’edilizia molto robusti e da competitor nazionali e locali che non regalano niente allo straniero.
Difficoltà e opportunità
Eppure, anche in un territorio così irto di difficoltà non mancano le possibilità. Lo testimoniano i tanti produttori di serramenti e di facciate continue che operano da decenni in terra francese ed qui hanno saputo conquistarsi le loro stellette. In silenzio stampa. Ne potrei fare un bell’elenco a cominciare dal nostro produttore di serramenti n.1 che qui si è insediato dagli anni novanta e da parecchi produttori di facciate. Senza dimenticare i produttori di macchine e impianti per serramenti o i nostri produttori di schermi solari e oscuranti. L’elenco sarebbe lungo e noioso.
Silenzioso Made in Italy dell’involucro edilizio
E poi, c’è un nugolo di aziende piccole e medie che non ti dicono nulla ma che lavorano, lavorano sottotraccia. Vivono e prosperano sulla linea d’ombra. Meglio non far sapere troppo. Ebbene in tanto silenzio di circostanza, quattro aziende hanno deciso di uscire allo scoperto e di raccontare in pubblico quanto fanno in terra di Francia. L’occasione si è presentata proprio al Batimat dove ICE, la nostra attivissima Agenzia per il commercio estero, in collaborazione con Finco e Caseitaly ha organizzato una bella e folta collettiva culminata con un talk su come l’innovazione italiana risponde ai requisiti del mercato francese in tema di involucro edilizio. Compartecipi dell’organizzazione della Conferenza gli architetti Alice Braggion e Filippo Abrami, rispettivamente presidente e consigliere di Architalie, l’associazione che raggruppa i nostri progettisti in Francia.
Quattro PMI protagonisti del Made in Italy
Domanda dopo domanda, dal talk è emerso un panorama estremamente ricco e per certi versi sorprendente. Con una costante: tutte le quattro aziende coinvolte – Armo, Edilcass, PiccoeMartini e Resstende – qui lavorano da alcuni decenni senza farlo sapere troppo. E allora scopri che vi è chi, come Armo, riesce a fornire alla società Airbus di Tolosa piattaforme di carico capaci di sollevare pesi di 41 tonnellate. Ovvero almeno 20 SUV in contemporanea, uno sopra l’altro, solo se si potesse.
Dai cassonetti agli schermi solari
C’è chi, come Edilcass, che da 25 anni riempie i cantieri francesi di cassonetti tunnel in EPS per l’alloggiamento delle tapparelle e dei frangisole che uniscono funzionalità e l’indispensabile isolamento termico. Oppure chi, come Picco&Martini, partecipa a prestigiosi progetti parigini come Le Bon Marché, le Printemps o la Samaritaine e lavora per clienti come Louis Vuitton e Guerlain, fornendo sistemi completi di serramenti dotati di vetri di sicurezza e di protezione antincendio. Testati in Francia, manco a dirlo. Infine, ma non ultimo, Resstende, specialista della protezione solare, che lavora oltralpe da 30 anni in stretta collaborazione con produttori francesi di tessuti tecnici come Mermet e Ferrari e che colgono cantieri prestigio firmati da architetti come Renzo Piano e arrivano a battere la concorrenza locale perfino in Cina.

Questo il quadro davvero sorprendente che pochi si immaginavano prima delia Conferenza di Parigi e che ci è stato fornito dai quattro relatori: nell’ordine Luca Ardissone di Armo, Antonio Urso di Edilcass, Steve Marangon di Picco&Martini e Riccardo Gasparini di Resstende.

Il ruolo di ICE

La Conferenza, che si è pregiata della presenza del consigliere per l’industria dell’Ambasciata d’Italia in Francia Cristina Giglio, era stata aperta dai saluti di Luigi Ferrelli, direttore dell’Ufficio ICE di Parigi. Ha evidenziato il ruolo dell’Agenzia nelle attività di informazione, assistenza, consulenza, promozione e formazione alle piccole e medie imprese italiane. In tutto il mondo, sia ben chiaro. Grazie a questa fitta rete connettiva, da oltre 10 anni, Caseitaly – in breve l’associazione che raggruppa Acmi, Anfit, Assites, Finco e Pile- ha potuto rappresentare le nostre PMI dell’involucro edilizio in decine di fiere internazionali in Africa, Asia ed Europa. Come ha sottolineato il presidente Mattìa Montagnoli.
Architetti d’Italia in Francia

Importante la presenza degli architetti italiani in Francia, rappresentati idealmente da Alice Braggion e Filippo Abrami, rispettivamente presidente e consigliere dell’associazione Architalie. Un azzeccato nome che combina le parole “architettura” e “Italia”. Erede di una lunga tradizione che risale almeno al nostro Rinascimento, Architalie oggi favorisce e valorizza l’architettura e il design degli architetti italiani che hanno stabilito la loro attività, in tutto o in parte, in Francia. E che – parole di Braggion – sarebbero ben lieti di apportare nei loro progetti prodotti e servizi di aziende che interpretano il meglio del Made in Italy. Sempre rispettando le rigorose regole che qui vigono. Filippo Abrami, assieme a chi scrive, è stato prodigo di domande e considerazioni intervistando i protagonisti del talk e stimolandoli opportunamente facendo emergere il quadro che vi abbiamo descritto.
I riconoscimenti

Ai rappresentanti delle aziende, a Braggion e ad Abrami sono andati i complimenti e gli applausi dell’audience che ha riconosciuto il ruolo di Nicola Fornarelli di Acmi. A nome delle associazioni Acmi, Anfit, Assites, Finco e Pile, nell’ombra ha retto le fila dell’organizzazione che ha messo in valore il Made in Italy dell’involucro edilizio. Ad maiora, dunque, le premesse ci sono tutte!
Ennio Braicovich
Post correlati








