Di fronte al crescere di allagamenti e alluvioni in Germania e nel resto d’Europa da oltre un anno l’Istituto ift Rosenheim ha già approntato la direttiva ift FE-07/3 “Chiusure resistenti alle inondazioni – Finestre, porte, portoni e tapparelle; requisiti, prove, classificazione”.
La notizia sulla porta in acciaio anti inondazioni approntata da Hörmann, vedi qui, ha suscitato una serie di domande alla redazione tra cui una sulla direttiva ift FE-07/3, utilizzata per validare e qualificare il prodotto.
Alluvioni e inondazioni
In Germania negli ultimi 15 anni si sono verificate una serie di pesanti alluvioni. Lo stesso si è verificato in Francia, Gran Bretagna, Polonia, Spagna e Italia. Da noi basta pensare al disastro successo in Emilia Romagna solo un paio di anni fa. Dappertutto sono stati registrati eventi estremi per frequenza ed intensità con gravi conseguenze sulla vita dei cittadini e delle imprese, e pesanti danni a case, palazzi, negozi e edifici artigianali e industriali. E relative conseguenze per porte d’ingresso, serrande, serramenti e facciate.
La direttiva ift FE-07/3
Non sorprende che ift Rosenheim, su sollecitazione dei produttori di chiusure, abbia sviluppato una fitta campagna di studi e test e infine prodotto documenti di riferimento in matera. Ad esempio, nel 2023 aveva pubblicato una Documentazione tecnica relativa alla resistenza all’allagamento di finestre e porte al piano interrato e al piano terra, inclusa la resistenza a forti piogge e pressione. Un altro documento prodotto riguardava la resistenza all’acqua di chiusure scorrevoli in caso di forti piogge fino a 1.950 Pa, tenendo conto anche delle variazioni di temperatura. Sono solo alcuni esempi del lavoro fatto da ift che hanno preparato il terreno per l’approntamento della direttiva dello scorso anno.
Chiusure resistenti alle inondazioni
Il documento porta il titolo ben chiaro “Chiusure resistenti alle inondazioni – Finestre, porte, portoni e tapparelle; requisiti, prove, classificazione”. Dietro la direttiva c’è la constatazione che i cambiamenti climatici, la rettifica dei corsi d’acqua e l’impermeabilizzazione del suolo, ossia la copertura del terreno mediante opere realizzate dall’uomo, così come il crescente verificarsi di eventi meteorologici estremi (piogge intense), sono considerati tra le cause dell’aumento del rischio di alluvioni.
Il documento è attualmente disponibile solo in lingua tedesca, costa 35€ ed è ordinabile qui.
La resistenza dell’involucro edilizio
Una possibilità fondamentale, annotano i tecnici dell’ift, per ridurre o evitare danni agli impianti tecnici o alle dotazioni degli edifici causati da allagamenti consiste nell’aumentare la resistenza dell’involucro edilizio, con i relativi elementi di chiusura (ossia finestre, porte, portoni o tapparelle), contro l’acqua stagnante. A tal fine è inoltre necessario che il collegamento di tali chiusure alla struttura edilizia sia impermeabile rispetto all’acqua in pressione.
Chiusure resistenti alle inondazioni
Grazie ai propri studi ed esperienze, con la direttiva ift FE-07/3 l’ift Rosenheim ha definito i requisiti per finestre, porte, portoni e tapparelle resistenti alle inondazioni, sviluppando anche una procedura di prova dedicata. Nella stesura del documento i tecnici ift hanno considerato, oltre alla tenuta assoluta all’acqua, anche la possibilità di un ingresso limitato di acqua, che in caso di danno può essere gestito mediante adeguate misure.
Anche l’edificio conta
Non bastano ovviamente le chiusure resistenti alle inondazioni, rileva ift. E’ necessario anche un adeguato dimensionamento del resto dell’edificio affinché si possa ottenere una reale resistenza all’alluvione. Ciò riguarda non solo la resistenza alla pressione e all’acqua delle pareti, ma anche la tenuta degli allacciamenti impiantistici dell’edificio.
Ennio Braicovich
Foto in alto: doc. Vigili del Fuoco, intervento in Emilia Romagna nel 2024






