Iniziativa senza precedenti di quattordici associazioni e istituzioni tedesche che sottoscrivono una lettera di protesta al Ministro federale per le Costruzioni contro la possibile futura normativa europea per finestre, porte, porte interne, portoni, facciate continue e schermature solari. Se verrà approvata la richiesta di normazione rivolta al CEN da parte della Commissione, attualmente in dirittura d’arrivo, assisteremo ad un aumento della burocrazia e dei costi di produzione.
Agosto caldo in Germania per quattordici associazioni e istituzioni tedesche del settore dei serramenti e infissi che uniscono le loro forze in una protesta unica contro la futura normativa europea su finestre e porte. Primo dei firmatari è l’autorevole VFF, l’ associazione dei produttori di finestre e facciate. Seguono altre 12 associazioni di produttori di porte interne, di falegnamerie, accessoristi, vetrai. E poi produttori di profili in PVC, sistemi oscuranti e protezione solare. Un variegato panorama di associazioni di industrie e di artigiani. Non poteva mancare ift Rosenheim, l’Istituto di riferimento per il settore.
Lettera di protesta
Poco prima di Ferragosto hanno rivolto una lettera alla Ministra tedesca delle Costruzioni chiedendole di intervenire sul mandato europeo di normazione (standardization request) che la Commissione europea si appresta a pubblicare il prossimo settembre. Con il mandato, attualmente in bozza, la Commissione europea ordina al CEN di elaborare le future norme EN su finestre e porte seguendo una mappa molto dettagliata di informazioni e documentazioni. In ossequio al dettato del Regolamento Prodotti da Costruzione 2024/3110. Il tutto in 85 pagine in lingua inglese, clicca qui. Gli esperti di normativa europea prevedono che a settembre la Commissione presenterà il testo definitivo della standardization request a CEN. La futura normativa plasmerà così il futuro del settore per i prossimi anni a venire.
Più costi, ma non finestre migliori
Per i produttori di finestre e porte, denunciano i firmatari della protesta, l’attuale bozza comporterebbe una quantità significativamente maggiore di informazioni tecniche, ulteriori test, dati esaustivi sui materiali e sull’impatto ambientale, nonché una nuova documentazione digitale. Sempre se verrà adottata nell’attuale formulazione. Le associazioni rilevano che finestre e porte sono prevalentemente realizzate su misura. Inoltre, le modifiche di dimensioni, vetro, telaio, ferramenta o caratteristiche creano nuove varianti di prodotto. Se per tutte queste varianti è necessario creare una documentazione esaustiva, lo sforzo si moltiplica. Secondo le stime del settore, la documentazione per le finestre di una casa unifamiliare potrebbe passare da poche pagine a un intero raccoglitore. Il cliente finale riceverà più scartoffie, ma non un prodotto migliore o più sicuro.
I costi a dismisura per le aziende
Quindi, più burocrazia senza effettivo vantaggio per i clienti finali. Ma c’è di più. Le associazioni sottolineano che le future nuove regole europee, se non corrette, avranno un impatto rilevante sulle aziende. Personale amministrativo aggiuntivo, audit esterni, nuovi sistemi informatici e la manutenzione continua di grandi quantità di dati comportano costi in termini di tempo e denaro. Secondo una stima interna del settore, i prodotti potrebbero diventare più costosi fino al 15%, a seconda della complessità, della varietà di varianti e della struttura aziendale. Questi costi aggiuntivi finiranno per colpire proprietari di casa, investitori, acquirenti e inquilini.
Le proposte
Tuttavia, la lettera non si ferma alla protesta. Il suo oobiettivo non è impedire una regolamentazione europea uniforme. Il progetto di richiesta al CEN deve essere rivisto in modo che l’onere per le piccole e medie imprese rimanga gestibile e i costi di costruzione non aumentino inutilmente. Su queste basi, la bozza della Commissione dovrebbe essere rivista in modo da:
– richiedere solo le informazioni sul prodotto effettivamente necessarie;
– permettere di utilizzare calcoli collaudati e procedure supportate da software anziché test esterni ripetuti e costosi;
– evitare informazioni duplicate su materiali ed emissioni senza alcun beneficio aggiuntivo;
– creare normative adeguate per i prodotti su misura e le piccole e medie imprese;
– introdurre i passaporti digitali dei prodotti (DPP) solo quando il quadro giuridico e l’infrastruttura tecnica saranno funzionanti.
Aumenti non opportuni
Il prevedibile aumento dei costi e della burocrazia sarebbe inopportuno, scrivono i firmatari dell’appello. La Germania ha bisogno di più nuove abitazioni, di un tasso di ristrutturazione più elevato e di ulteriori investimenti nell’efficienza energetica. “I proprietari di casa si ritrovano con più scartoffie, ma senza finestre migliori, e devono comunque sostenere i costi aggiuntivi. Ecco perché abbiamo bisogno di un ‘no’ tedesco ora, seguito da una soluzione pratica”, spiega Frank Lange, direttore generale dell’Associazione tedesca per finestre e facciate. Il riferimento è anche alla situazione non facile che sta conoscendo da anni l’edilizia tedesca e il settore del serramento.
Il futuro del settore
Vedremo ora se, sotto questa spinta, il Ministero tedesco delle Costruzioni riuscirà a fermare la standardization request nell’attuale format. L’iniziativa del settore tedesco del serramento è senza precedenti e a livello europeo essa appare unica, al momento. Peraltro, il mondo tedesco ha sempre sostenuto senza remore l’impegno normativo del CEN e della Commissione. Ora stiamo assistendo ad un importante cambio di passo che richiede molta attenzione. Dietro tutto ciò c’è il futuro del settore in Europa. Ci sono infatti le sorti della norma regina del settore su finestre e porte e le consorelle come la norma su porte, portoni e cancelli e quella sulle schermature solari. Mica poco!
Ennio Braicovich





