E’ scomparso ieri a Santa Monica in California l’architetto americano-canadese Frank Gehry, qui ripreso nella sua casa. Qui ce lo ricorda Massimo Colomban, fondatore del Permasteelisa Group, multinazionale dell’involucro moderno e delle facciate, che a lungo collaborò con il progettista su opere che hanno lasciato il segno. Proprio in questi giorni è apparso il libro “Dare Forma alle Meraviglie” che narra del sodalizio incredibile tra il progettista e l’imprenditore.

Nato a Toronto nel 1929, ieri nella sua casa di Santa Monica, qui in alto, ci ha lasciato l’architetto Frank Gehry, vero gigante dell’architettura moderna. È stato un protagonista del decostruttivismo moderno, corrente opposta al dominante movimento razionalista in architettura. Le sue opere hanno lasciato un’impronta assolutamente originale e inconfondibile e si sono intrecciate negli anni novanta e Duemila con il mondo delle architetture di vetro e metallo che sono uno dei segni della moderna architettura. E si sono intrecciate con le attività di una primaria azienda italiana, oramai diventata multinazionale dell’involucro moderno e delle facciate di vetro e metallo, il Gruppo Permasteelisa, e del suo fondatore Massimo Colomban. Il caso vuole che proprio in questi giorni esca il libro “Dare Forma alle Meraviglie” firmato dall’imprenditore veneto che celebra il mito dell’architettura.

Frank Gehry: chi era?
A Colomban che per lunghi anni è stato stretto collaboratore di Gehry abbiamo chiesto un commento sulla personalità del progettista. Così egli ricorda: “Era un GENIO INNOVATIVO incredibile. Insieme abbiamo costruito opere che fino a prima risultavano impossibile. Lui ci ha trascinato e mi ha subito convinto ad usare il software della Dassault usato dalla Boeing. Con queste tecnologie non abbiamo fatto solo il Pesce di Barcellona ma quasi tutte le altre opere. Aveva trovato in me con la Permasteelisa l’innovatore pratico, concreto. Mi ha voluto perfino nel suo board e, come partner, mi ha dato azioni della Gehry Technology”.

Due folli eravamo….
“Per me era geniale, aperto, creativo come dice lui abbiamo innovato, combattuto divertendoci, come due folli .. due folli che però hanno rivoluzionato le forme del costruire da geometriche, da 10.000 anni a forme fluide, libere, dinamiche e questo è avvenuto grazie ad un genio dell’architettura che ha trovato nella sua via chi DAVA FORME CONCRETE ALLE SUE MERAVIGLIOSE IDEE E DISEGNI-MODELLI”.

Le opere più sfidanti
Chiedo quali siano state le opere più sfidanti per Permasteelisa. “Era – riflette Colomban – un crescendo di design, sogni, realizzazioni, in un crescendo nell’uso di tecnologie e soft sempre più sofisticati. Gehry era il nostro genio creativo ed amico. Tutte le opere sono state importanti sicuramente il Guggenheim ed il Disney Concert Hall sono quelle riuscite meglio: le più belle”.

Un libro di amicizia e di architettura

In singolare e straordinaria coincidenza mentre il progettistaci lascia, a farlo rivivere nelle nostre menti ci pensa il libro di chi ha reso reso possibili quelle forme così audaci. Attraverso le voci, gli aneddoti e le esperienze dirette di Colomban, il volume svela i retroscena dei cantieri, le innovazioni tecniche, il metodo che ha portato alla nascita di alcune delle architetture più iconiche del mondo. La collaborazione tra Frank Gehry e Massimo Colomban è stata una delle più straordinarie alleanze tra visione artistica e capacità costruttiva. Da quel momento iniziò un sodalizio capace di rivoluzionare il volto delle città nel mondo.
Opere uniche
Insieme Gehry e Colomban con la sua Permasteelisa di allora diedero vita a opere diventate simboli planetari: Guggenheim Museum di Bilbao, Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, Dancing House di Praga, il celebre Golden Fish di Barcellona. Opere considerate irrealizzabili furono portate a compimento grazie a soluzioni ingegneristiche pionieristiche, software derivati dall’aeronautica e un approccio integrato e radicalmente innovativo al processo costruttivo. All’interno del libro, Gehry dedica a Colomban una frase che racchiude l’essenza della loro relazione: “Ci siamo ispirati a vicenda. Abbiamo giocato-ci siamo divertiti. È unico nel suo genere. Un visionario e un amico.”

Il “Why not” di Massimo Colomban
«Siamo stati insieme pochi anni fa nel suo studio a Los Angeles – ricorda l’imprenditore – Era in splendida forma: saliva le scale più velocemente di me. La notizia della sua morte mi ha profondamente addolorato. Per me è stato molto più di un amico e di un mentore. Tutti i competitor, di fronte ai suoi modelli, dicevano “Impossibile”. Io rispondevo “Why not?”. Ogni curva, ogni superficie richiedeva soluzioni nuove. L’amicizia nasce dalla stima reciproca, ma soprattutto dalla condivisione della fatica creativa. Realizzare un’opera d’arte è prima di tutto un’avventura umana.»
Ennio Braicovich
Per saperne di più su Frank Gehry, vedi un sintetico ritratto in Wikipedia
Immagini delle realizzazioni. Fonte: Permasteelisa





