Secondo uno studio di Enea e MCE Lab la riqualificazione energetica delle abitazioni vuote in Italia può aumentarne il valore di mercato fino al 45%. In Italia, secondo Istat, si contano tra 9,6 e 10 milioni di case vuote, pari a circa il 27-30% del patrimonio immobiliare nazionale.
La riqualificazione energetica delle abitazioni vuote in Italia può aumentarne il valore di mercato fino al 45%. Lo afferma un’analisi di Enea e MCE Lab, l’osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort. Lo studio sottolinea gli effetti positivi che avrebbe tale operazione: ripercussioni sui canoni di locazione sia turistica sia residenziale, grazie a bollette più basse, maggiore comfort abitativo e sistemi di climatizzazione più efficienti. Non possiamo dimenticare gli effetti positivi sull’edilizia e sugli operatori del sistema: imprese di costruzione, impiantisti e serramentisti.
Case vuote, mercato enorme
In Italia, secondo Istat, si contano tra 9,6 e 10 milioni di case vuote, pari a circa il 27-30% del patrimonio immobiliare nazionale. Il valore complessivo delle abitazioni italiane non occupate è stimato nell’ordine di miliardi di euro, rappresentando un capitale immobilizzato che potrebbe essere riattivato per generare ricadute economiche positive. Questi immobili spesso rappresentano un costo per i proprietari, tra imposte, tasse e spese condominiali, ma costituiscono anche un potenziale nascosto di reddito e valorizzazione economica attraverso la riqualificazione energetica.
Necessaria la riqualificazione energetica
“La maggior parte di questi immobili è stata costruita prima del 1980 e necessita di adeguamenti energetici e normativi per diventare appetibile su un mercato sempre più orientato verso case green e smart”, sottolinea Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano. “Nonostante i miglioramenti registrati tra il 2018 e il 2023, con un aumento degli edifici in classe A dal 7,8% all’11,3%, circa il 70% del parco immobiliare italiano rimane nelle tre peggiori classi energetiche”, aggiunge Calabrese.
Gli incentivi
“Su questo fronte, gli incentivi fiscali – Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 – possono fare la differenza, coprendo fino al 50% dei costi di coibentazione, infissi, pompe di calore e fotovoltaico. E a loro volta, questi interventi permettono di recuperare l’investimento sostenuto grazie a risparmi in bolletta che possono superare il 50%”, conclude Calabrese. Certamente fa impressione il numero di case vuote che emerge dallo studio. Non tutte sono ovviamente recuperabili. Tuttavia, molte lo sono. Nonostante gli incentivi esistenti, il numero elevato di case vuote rimane. Il vero problema è come si possa convincere i loro proprietari ad affrontare le operazioni di riqualificazione energetica.
a cura di EB
Immagine: fonte Enea






