Nella seconda puntata dello Speciale dedicato al Settore delle Costruzioni e alle sue Priorità per il 2030, il dott. Angelo Artale, direttore generale di Finco, affronta due temi assolutamente importanti: il subappalto e le agevolazioni fiscali. Nella Parte 1 l’Autore aveva affrontato l’argomento altrettanto importante della Sicurezza in cantiere e nei luoghi di lavoro
Subappalto
Si consente che una stessa impresa possa aggiudicarsi un appalto pubblico e poi subappaltarne l’esecuzione della maggior parte delle lavorazioni (quelle della categoria non prevalente) al 100 per cento, senza neanche curarsi più di rispettare il massimo ribasso economico del 20% tra appalto e subappalto per garantire una equa redditività all’impresa, con buona pace della sicurezza e della qualità delle opere.
Appalti pubblici
Occorre sottolineare che nell’iter di revisione delle Direttive sugli Appalti Pubblici sarà sempre più rilevante garantire che il denaro pubblico sostenga una concorrenza leale, limitando le catene di subappalto, lunghe e opache.
Spagna, Norvegia e Belgio hanno già introdotto misure per contrastare il ricorso eccessivo al subappalto negli appalti pubblici, mentre le autorità locali e alcuni appaltatori in tutta Europa stanno adottando sempre più iniziative analoghe.
Non solo pubblico
Non si faccia l’errore di credere che quanto sopra riguardi solo chi concorre ad opere pubbliche, perché tale settore funge di fatto come riferimento in tutta la vicenda nazionale delle costruzioni (ad esempio, anche nell’ambito dell’Accordo Confedilizia/Finco per la segnalazione di aziende qualificate alla proprietà immobiliare privata, Confedilizia ha chiesto l’indicazione di eventuali SOA possedute dalle imprese candidate).
Le agevolazioni fiscali per le costruzioni
Il Governo ha a suo tempo dato un segnale comprensibile dal punto di vista dell’equilibrio di Bilancio facendo venire meno alcuni dispositivi con particolare riferimento ad una misura, il superbonus 110% (il cui conto totale supera in effetti ormai i 190 miliardi di euro).
Il bonus del 50%
Ma gli investimenti pubblici e privati nell’ambito della SEN (Strategia Energetica Nazionale) dovrebbero continuare a costituire un asset primario, stabilizzando il bonus del 50% per la riqualificazione energetica fino al 2030, con diversa modulazione delle aliquote in relazione al tempo di ritorno fiscale e/o alla complessità dell’intervento. E preservando ipotesi come lo sconto in fattura e la cessione del credito, ovviamente controllati in modo adeguato.
Dal Mimit al Mase
Lo spostamento sostanziale delle competenze dal MIMIT al MASE – in capo al quale è già posta la importante vicenda dei CAM in edilizia – rimanda ad una visione prevalentemente ambientale, e di sostenibilità – certo condivisibile – mortificando tuttavia gli aspetti, rilevantissimi, legati allo sviluppo economico, al Made in Italy, all’innovazione tecnologica e brevettuale, all’occupazione specializzata e ad altri importanti temi di natura prettamente industriale connessi a questo settore.
La prossima puntata riguarderà il mercato delle costruzioni e il Piano Casa
(continua)
Angelo Artale, Finco
Parte 1 con Introduzione e Sicurezza in cantiere e nei luoghi di lavoro






